Alessandra Belloni
Alfabeto

L’alfabeto è stato disegnato tra luglio e agosto. Era da tanto che non mi buttavo in un progetto personale e ho pensato che le lettere fossero il modo migliore per farlo.
Quando scrivo e quando disegno le lettere, mi sento molto bene. Anche quando uso il nero mi sento molto bene, per cui ci è voluto poco: le lettere giganti del mio alfabeto sono lettere private, corrispondenza casuale con certe cose che mi riguardano. Alcuni rimandi sono sciocchi, mi servivano per disegnare tutte le lettere, altri sono il ricordo di qualcosa che c’è o che non c’è più.
Nelle lettere ci identifichiamo tutti, ne reclamiamo la paternità. Le lettere ci appartengono come ci appartiene il nostro nome.

Invito all’osservazione degli scarabocchi e delle rigacce che formano le lettere e che sono per me i primi soggetti di tutti miei disegni.
Loro mi piacciono molto perché sono sempre sinceri.

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